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La storia della Sartoria
Luglio 9, 2019

L’abito da uomo: la giacca

L’abito è l’elemento base del guardaroba maschile. I due tipi più diffusi sono il doppiopetto e il monopetto (a due o tre bottoni a seconda delle usanze sartoriali). In più si aggiunge l’abito tre pezzi accompagnato dal gilet, capo molto usato in passato. L’abito è l’elemento base del guardaroba maschile. I due tipi più diffusi sono il doppiopetto e il monopetto (a due o tre bottoni a seconda delle usanze sartoriali). In più si aggiunge l’abito tre pezzi accompagnato dal gilet, capo molto usato in passato.

In questo articolo mi soffermerò sulla parte più simbolica, per ovvi motivi, di un abito su misura: la giacca. L’obiettivo è quello di delinearne le principali componenti e poter esservi utile, con qualche consiglio, ad un primo approccio con la sartoria.

Anzitutto, la giacca deve piacere a chi la commissiona. Sembra un’ovvietà, ma è lui che in definitiva la indosserà, aldilà di tutti i canoni di cui potremmo parlare. Di base, vi sono delle regole, ma se il committente sentirà stretta una giacca palesemente larga o, viceversa, lamenterà una giacca aderente chiedendo al sarto di allargarla, le sue richieste non potranno che essere soddisfatte.

Se è vero il detto che “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piacere, a mio avviso la bellezza, però, non è solo soggettiva, ragion per cui, nonostante la diversità di gusti che ci contraddistingue, vi devono essere alcune regole oggettive da seguire. La linea di un abito ha lo scopo di valorizzare la vostra figura e deve “calzare a pennello”, ovviando ad eventuali imperfezioni fisiche. Ma di cosa si deve tener conto per avere un abito di dovuta vestibilità?

Il busto

La giacca deve essere calibrata in modo tale da poter essere abbottonata anche quando ci si siede. Non solo, anche l’accollatura – l’aderenza al collo sui lati e sul dietro – è fondamentale. Una giacca scollata potrebbe creare vuoti imbarazzanti, sia con il torace che con il collo della camicia, invece con una molto stretta si corre il rischio dare vita a spiacevoli pieghe da formare una “X”.

Le spalle

Devono essere sufficientemente ampie, e non strette o giuste come la moda dei giorni nostri impone, da permettere alla manica adiacente di scendere perpendicolarmente, ma non troppo larghe da ingrossare la figura.

Le maniche

Considerando che i canini classici dello stile maschile impongono che siano lunghe abbastanza da lasciare che si intravedano i polsini della camicia (1.3 cm al massimo).

Il giromanica

Per intenderci, la parte della giacca che avvolge l’ascella e corrisponde al punto in cui la manica si attacca al corpo del capo. Il diametro della manica dovrebbe essere calcolato da permettere all’ascella di ruotarci dentro senza che la stoffa venga tirata. Un giromanica mal-costruito, una volta alzate le braccia quasi a mo’ di aereoplanino, potrebbe gravare la mobilità del soggetto se troppo stretto, oppure generare sgradevoli effetti visivi data l’eccedenza della stoffa nella zona sotto ascellare, se troppo largo.

Non vanno dimenticati, inoltre, dei dettagli che all’apparenza potrebbero risultare futili, ma che invece danno armonia all’abito.

I revers, ad esempio, devono essere tagliati a seconda della tipologia dell’abito (con un doppiopetto si sceglieranno revers a lancia ampi non meno di 11.5 cm, con un monopetto, invece, la sartoria impone sempre baveri ampi dai 9cm in sù, simbolo di fierezza e sicurezza per un uomo) e delle esigenze fisiche del cliente (chi è pienotto o non è troppo alto necessita di reversi ampi e lunghi tali da slanciare il corpo ed armonizzare le proporzioni facendo risultare il busto più alto).

In tema di lunghezze, quella ideale risulta essere quando la giacca copre il cavallo dei pantaloni. Sempre in tema di giuste misure, gli spacchi laterali dovrebbero essere tagliati ad un’altezza superiore a quella delle tasche per poter slanciare la figura, che invece con spacchi poco profondi risulterebbe gonfia e deforme.

Come si può notare, tutte queste accortezze non servono solo per colmare eventuali lacune fisiche del committente, ma per slanciare la sua figura verso l’alto e per creare un connubio visivamente perfetto tra equilibrio e simmetria, attributi che solo un abito su misura riesce a garantire.